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Strane scoperte musicali. Lei può piacere o meno, ma come cantante mi ha sorpreso parecchio…

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Fa caldo, il neurone agonizza, la testa è stanca ed anche il fisico. Sembra il bollettino medico di una novantenne stanca ed invece è il mio stato attuale. Che poi, a dirla tutta, mio nonno ha più di 90 anni ed è messo molto meglio di me, ma direi di andare oltre.
Riavvolgo il nastro e ricomincio come si deve.
Come stai? Come procede la tua estate? Mi auguro che ti possa godere un po’ di sano relax dove preferisci, mare o montagna.
Da queste parti non si stacca fino all’autunno e, se vuoi, incrocia le dita che vorrei andare via qualche giorno per il mio compleanno (magari in bici come ai vecchi tempi).
Con il neurone accaldato fatico a stare davanti al pc, ma non tutto il male viene per nuocere: ho scoperto che, dopo tanti anni di digitale, la mia creatività funziona meglio in analogico, ovvero carta e penna.
Da qualche settimana ho sempre un taccuino con me: mi fermo a caso per osservare e scrivere quello che mi passa per la testa. Nulla di rivoluzionario in sé, finché non provi a farlo.
Ergo ho un sacco di materiale grezzo che aspetta di essere modellato per finire online. Nel mentre di seguito trovi le mie cose preferite del momento, libri compresi.
Se vuoi segnalarmi qualche libro, newsletter, blog o canali telegram da seguire, sentiti liberə. Anche podcast o audiolibri (anche se su questo fronte fatico un po’, preferisco sempre leggere). In ogni caso ti basta rispondere a questa email.
Buon proseguimento e ricorda che lo spazio commenti sul Blog e il Canale Telegram sono a tua disposizione.
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Blog
Il 21 giugno sono stata invitata a presentare questa newsletter in un club del libro di un’associazione locale. Ho pubblicato l’intervento originale anche sul Blog, anche se in quell’occasione sono andata a braccio.
Nasceranno altre cose belle, ne parleremo ancora, in autunno, con il fresco.
Nel mentre che trascrivo il nuovo materiale, ho pensato di editare questo racconto, piccoli cambiamenti rispetto all’originale ma che, nel complesso, mi fanno amare questo testo ancora di più. Se lo leggi fammi sapere cosa ne pensi.
Ed a proposito di quello che scrivevo prima, il mio esperimento urbano è partito da qui, un giorno, a caso, ma in realtà ci pensavo da un sacco.
Lo spazio commenti è tutto tuo.
Letto
Continuo a spendere i miei pochi soldi in libri e ho iniziato a leggere ad ogni occasione, in pratica quando non scrivo leggo.
Cosa ho letto
- “Le parole che servono” di Paolo Iabichino
Confermo quanto scritto l’ultima volta che ne ho parlato: è un testo per addettə ai lavori che chiunque dovrebbe leggere. Parla di etica e di quanto siano importanti le parole che usiamo: vale in ogni contesto, non solo per chi fa pubblicità. Quando ce ne renderemo finalmente conto?
- “Mimica” di Sebastian Fitzek
Comprato, letto e amato. È il primo thriller da lettrice ed ero molto dubbia. Mi è piaciuto capire da subito chi era l’assassino come mi è piaciuto dover arrivare fino alla fine per capire le motivazioni. Esattamente il tipo di dinamica che amo anche nei film.
Cosa sto leggendo
Sono di nuovo in fase Murakami: sto leggendo in parallelo “Il mestiere dello scrittore” e “Prima persona singolare”. Il primo l’ho comprato per interesse diretto, vorrei diventare una scrittrice. Il secondo perché mi ha colpito che anche Murakami potesse scrivere un libro relativamente breve che non fosse un saggio.
“Il mestiere dello scrittore” mi sta piacendo molto, sto scoprendo che amo molto Murakami non solo per come scrive ma per il pensiero che c’è dietro. Non penso di arrivare al suo stesso successo, in questo momento non penso che neanche riuscirò a pubblicare con una casa editrice. Piuttosto mi sento meno sola in un certo modo di essere. È complicato spiegarmi senza anticipare troppo su cosa sto combinando, ma ci tornerò al momento giusto.
“Prima persona singolare” è un libro piccolo, meno di 150 pagine, ma mi sta mandando il neurone in pappa: quale è il limite tra la realtà e la finzione in quello che sto leggendo? Chissà se lo scoprirò arrivata alla fine o mi rimarrà il dubbio.
••• Titoli di coda
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- Cerco ogni giorno di costruire una società equa, creativa e non violenta: qui ti racconto cosa faccio io.
- E qui ti racconto cosa puoi fare tu perché insieme si è più forti.
- Questo simbolo ə è lo schwa: lo uso nei miei testi per scrivere nel modo più rispettoso possibile di tutte le diversità. Chi ha piacere di approfondire può leggere Perché uso lo schwa.
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Grazie di aver letto fin qui, grazie a chi consiglia la newsletter, risponde, condivide, mi segue silenziosamente, grazie a tuttə!
Grazie per il tuo tempo. Scrivo per allenarci insieme a una visione generativa, senza giudizio né performatività. Questo spazio serve a spostare lo sguardo e riconoscersi nella complessità. Se vuoi continuare a leggermi, iscriviti a Ohibò Newsletter. Senza fretta e senza fronzoli.
