Vai al contenuto

La partecipazione come strumento di cambiamento

Come raccontato in altre occasioni e come è scritto in home, “Cambiare il mondo insieme” è una frase che suscita reazioni per lo più scettiche: si tende a credere che sia tutto troppo più grande di noi e che, al confronto, l’azione individuale sia insignificante.

Ma parafrasando una famosa citazione: l’oceano è fatto di gocce. L’aspetto meno considerato risiede nella parola “insieme”: abbiamo perso il senso di comunità e lo dice una persona asociale.

Mentre scrivo non posso fare a meno di pensare alla mia esperienza diretta, ai miei tanti tentativi di partecipare attivamente a collettivi e movimenti: tutti falliti. A scanso di equivoci non escludo affatto sia un mio limite (anche dovuto all’Adhd), ma ho notato un filo conduttore generale: viviamo in un mondo iperconnesso che, sotto la superficie, è l’insieme di tante solitudini, dove le differenze sono tollerate, spesso solo a parole, senza essere realmente accolte.

A queste condizioni come si può partecipare attivamente al cambiamento?

Me lo sono chiesto per tanto tempo, ogni volta che ho provato a manifestare in piazza e mi sono trovata fuori posto.

Tutto quello che scrivo è un punto di vista, una prospettiva, non è una verità assoluta e prima di continuare sento di doverlo specificare ancora, perché sto per imbarcarmi in un discorso molto scomodo, che mi ha creato diversi scontri in passato.

Esiste altro oltre l’attivismo per come lo conosciamo, soprattutto oltre ə attivistə-influencer e si può partecipare alla vita sociale in altri modi: l’unica condizione fondamentale è trovare una forma che sia realmente sostenibile per la persona coinvolta.

Sulla sostenibilità ne abbiamo sentite di tutti i colori ed è diventato un termine abusato, ma rimane un aspetto chiave. Per portare avanti un’idea, un progetto, un pensiero, un movimento, deve essere sostenibile in termini di risorse, compresi energia e tempo.

Per tornare all’esempio di prima, per me non è sostenibile scendere in piazza, sono a disagio e sto male di fronte alla violenza, in qualunque forma. Purtroppo molte manifestazioni (e movimenti), seppur con le migliori intenzioni, adottano modi duri, rigidi, a volte al limite del violento.

Per lungo tempo mi sono sentita inutile, perché non contemplavo altre forme di partecipazione.

Ma credo nel cambiare il mondo ed ho continuato a portare avanti il Blog, il mio pensiero ed ho iniziato a costruire gli spazi che non trovavo, per poter accogliere chi come me si sentiva fuori posto.

Ci sono stati (e capitano ancora adesso) tanti momenti in cui mi sento sola: spesso, per farmi capire, dico che mi sento come Neo quando vede Matrix per la prima volta.

E poi è successa una piccola magia. A dirla tutta a forza di sbatterci la testa e non mollare, ho incontrato un’associazione sul territorio, una piccola realtà locale che cerca ogni giorno di fare la differenza.

Iniziare a collaborare con loro mi ha fatto capire che partecipare non significa per forza stare in prima linea, ma sostenere ə altrə al meglio di sé stessə, mettendo a disposizione competenze e tempo.

Sembra ovvio e banale, eppure in un mondo urlato fatto di apparenza stare “solo” dietro le quinte può apparire come un piano di serie b, piuttosto che una scelta attiva. Come può apparire un ripiego la partecipazione online rispetto a quella in presenza, ma più che nella forma, il valore sta nell’intenzione che muove le nostre azioni.

Come per la donazione in denaro, anche in questo caso la scelta è personale e, in modo più o meno consapevole, fa leva sui propri attaccamenti. Sono azioni diverse, che non si escludono a vicenda e non ne esiste una giusta in senso assoluto: donare può impegnare il portafogli e svincolare in termini di tempo e di interazioni, partecipare richiede una qualche forma di presenza attiva.

Per tornare ad un piano concreto, di seguito riporto una serie di esempi tratti dal mio ecosistema ma, ricorda, prendi quanto leggerai come un invito ad agire anche al di fuori di questo spazio.

Iscriversi alla newsletter è un gesto concreto di partecipazione e fiducia (vengono anche condivisi dati personali). La mia arriva ogni 2 settimane, raccoglie spunti e riflessioni oltre a quello che combino altrove tra cose scritte e lette. Ha l’obiettivo di essere uno spazio neutro dove potersi incontrare, per allenarci insieme ad una visione generativa.

Se segui qualcunə che ti piace particolarmente, valuta di iscriverti alla sua newsletter (parlo di quelle editoriali, non di quelle puramente commerciali.). Mentre per tutti i dettagli sulla mia li trovi alla pagina dedicata.

Ho un rapporto molto difficile con i social e prediligo i luoghi lenti e senza algoritmi, per questo ho un Canale Telegram, dove è possibile anche interagire. Se ti danno noia puoi silenziare le notifiche e tornare quando hai spazio per accogliere.

Se segui qualcunə che ha canali simili, valuta di iscriverti. Sono scelte che richiedono impegno per essere portate avanti e ogni iscrizione in più è un gesto concreto di sostegno e riconoscimento di quel lavoro.

Ne esistono tantissimi. Quelli delle grandi produzioni hanno visibilità e risorse, quelli indipendenti si reggono sulla passione e sul sostegno diretto di chi li ascolta. Il mio invito è cercare queste voci, più libere e diversificate.

Nel mio caso il Podcast è l’estensione del Blog, un modo per superare e approfondire la parola scritta e spero che, per chi lo ascolta, sia uno spazio dove trovare ispirazione.

Ogni ascolto in più diventa forza pura e iscriversi può essere una forma concreta di partecipazione. Se vuoi scoprire il mio clicca qui.

Del mio rapporto con i social ne ho scritto qui. Non mi divertono più come un tempo ma, purtroppo, è difficile prescinderne, soprattutto se nella vita fai anche marketing. Li aggiungo in questo elenco di possibili azioni perché, come detto tante volte, qui si parla di invito ad agire in generale.

Nel mio caso i posti dove sono più attiva sono quelli considerati alternativi: Bluesky e Mastodon. Mentre su Linkedin, Facebook e Instagram la mia presenza è passiva (su quest’ultimo ho i commenti chiusi e non uso i dm per buona pace della mia salute mentale).

In generale non si tratta solo di seguire o mettere qualche like ma di partecipare attivamente: credo sia importante che ognunə rifletta su quanto riceve e quanto offre, visto il lavoro costante e impegnativo che c’è dietro un profilo social ben curato al giorno d’oggi.

Trova una qualsiasi realtà che nel tuo territorio prova a fare qualcosa di diverso, oltre la polemica sterile o il mero interesse economico.

Nel nostro Paese esistono tantissime associazioni, enti, fondazioni, onlus. Capita che le realtà più piccole fatichino ad essere attive e continuative per mancanza di persone, eppure spesso l’ideale è ancora vivo ed ha solo bisogno di una mano.

Una piccola nota, magari banale ma, a mio avviso, per niente scontata: può essere una realtà apolitica, si può fare molto anche attraverso l’arte, l’artigianato, la creatività in senso lato. E offrendo ciò che siamo e le proprie competenze.

Se sei di Sarzana o zone vicine, ti consiglio spudoratamente l’associazione di cui faccio parte, La Fucina delle Idee. Altrimenti cerca nel tuo territorio, probabilmente c’è una piccola realtà che aspetta solo che qualcunə bussi alla porta.

Come detto, questi sono alcuni esempi tratti dalla mia esperienza diretta. Se ne conosci altri, segnalamelo in modo da aggiornare la lista.

A volte ci dimentichiamo quanto lavoro c’è dietro uno spazio, che sia un profilo online o una realtà locale. E di come ogni luogo, fisico o virtuale, richieda energia per esistere e continuare nel tempo.

Quando scegli di partecipare, stai scegliendo di essere parte di quello sforzo collettivo. Non dare per scontato quello che vedi e, a seconda delle realtà che vuoi sostenere, valuta in base al tuo sentire dove e come vuoi esserci.

E grazie di aver letto fin qui. Buon proseguimento, buona fine, buon inizio, buona vita, buon tutto!

Questa è una delle azioni possibili: scopri tutti i modi per fare la differenza.

Grazie per il tuo tempo. Scrivo per allenarci insieme a una visione generativa, senza giudizio né performatività. Questo spazio serve a spostare lo sguardo e riconoscersi nella complessità. Se vuoi continuare a leggermi, ogni due settimane arriva Ohibò Newsletter. Senza fretta e senza fronzoli.

Vuoi dire qualcosa? Questo spazio è tuo...

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *