Trovare le parole per descrivermi è sempre stato difficile, anche con il passare del tempo. Scrivere che sono in continua evoluzione ormai è aria fritta, anche quando è vero.
All’anagrafe sono Adriana. Professionalmente nasco come creativa e grafica, poi mi sposto sulla stampa grande formato, approdo al mondo del blogging e del marketing, mi espando ancora come podcaster, cresco come artista, mi trasformo in ciclomeccanica.
Amo la complessità e la stratificazione: credo fermamente che le persone sono molto di più delle gabbie in cui le rinchiudiamo e che ognunə è un insieme unico.
Nel mondo delle bici una nuova tecnologia si affianca a quella esistente senza sostituirla: si continuano a produrre sia bici essenziali, sia quelle più sofisticate e performanti.
Anche io funziono così: ho aggiunto strati alla mia storia, senza mai abbandonarne uno, fino a riunirli tutti in un’unica definizione, che ho inventato, perché non ne esiste una pronta per chi lavora in modo trasversale.
Comunicatrice consapevole.
Attraverso consapevolezza, creatività e concretezza incoraggio persone e riparo cose, idee e progetti.
Ed ho scritto un manifesto, per racchiudere la sintesi dei principi che mi guidano nella vita e nel lavoro: Manifesto Ohibò.
Ho sempre anteposto studio ed etica ad ogni mia azione: l’ignoranza attiva, il sapere di non sapere è il motore che mi muove. Leggere, studiare e confrontarmi mi permette costantemente di aprire la mente, sviluppare spirito critico ed ampliare lo sguardo sul mondo.
Attraverso i miei contenuti provo a creare spazi dove sentirsi a proprio agio e condivido quello che imparo senza riserve, realizzando quel cambiamento in piccolo che contribuirà ad un cambiamento globale, al costruire insieme una società equa, creativa e non violenta.
Credo che ci sia bisogno di persone visionarie, coraggiose e determinate: il mondo si cambia un passo alla volta lì dove siamo, sforzandoci nel dialogo e creando valore nella propria quotidianità.
Di seguito mi sono divertita a costruire una linea del tempo con le tappe più importanti del mio percorso. Se invece cerchi qualcosa che assomigli di più ad un curriculum in senso classico la trovi qui.
1979
Nata e cresciuta a Genova, dove ho vissuto per buona parte della mia vita.
1998
Mi sono diplomata come geometra (e pensare che all’epoca sorteggiavano le materie da portare all’esame e il punteggio era in sessantesimi).
Non ho mai preso l’abilitazione: da piccola volevo fare l’ingegnere e pensavo che un istituto tecnico potesse essere un buon punto di partenza. Non mi sono mai laureata.
Ad un certo punto mi sono resa conto che il lavoro di geometra non faceva per me, ho fatto un’esperienza come barista e come operatrice di call center, fino ad arrivare alla grafica. Ho iniziato in una piccola tipografia dove da autodidatta ho imparato parte del mestiere. Sono autodidatta per quasi tutte le materie che conosco ed è lo spirito che mi anima da sempre.
Inconsciamente poco dopo ho deciso di mettermi in proprio, ma ero troppo giovane e inesperta.
2007
Ho iniziato a collaborare con un service di stampe digitali e nel 2008 ho chiuso la partita iva per diventare dipendente. Sono rimasta fino al 2018.
Non pensavo di starci così tanto, nel mentre però sono andata a vivere da sola e il lavoro, nonostante mille problemi, mi piaceva: ricordo ancora che stampavo striscioni enormi che una volta appesi sembravano fazzoletti, ho allestito diversi Saloni Nautici, Slow Fish e moltissime mostre a Palazzo Ducale.
Sono stati anni molto formativi: l’azienda non era grandissima, eravamo meno di dieci dipendenti, le cose da fare molte tra colleghi da coordinare, fornitori da seguire e clienti da servire. Sono grata a quel pezzo di vita per quello che mi ha insegnato sia professionalmente che umanamente.
Nel frattempo ho incontrato il Buddismo laico di Nichiren Daishonin, a cui mi sono convertita il 27 maggio 2007.
2014
Per puro caso sono andata a comprarmi una bicicletta, non salivo in bici da più di 20 anni: nella mia vita serviva un cambiamento e sono andata a cercami la cosa più lontana possibile dal mio modo di essere.
Abitavo sulle alture genovesi, i primi giorni impiegavo circa 12 minuti ad andare al lavoro e quasi 2 ore a rientrare: ad un certo punto scendevo e camminavo. Non so spiegare cosa mi abbia spinto a non mollare. Ho cambiato casa, venduto lo scooter e iniziato a fare corsi per occuparmi in prima persona della mia bicicletta.
2016
Ho aperto il blog de La Ciclista Ignorante.
2018
Ho aperto la mia ciclofficina a Genova e sono stata La Ciclista Ignorante per 7 anni.
In un certo senso mi sentivo arrivata: anche se credo nella crescita e miglioramento continuo, pensavo di avere realizzato il mio sogno e aver percorso un bel pezzo del mio viaggio. Ma la vita sa sorprendere in modi inaspettati.
2020
Un anno che ci ricorderemo per sempre: sarà stata la quarantena, la situazione globale, l’energia che si respirava e il tanto tempo per pensare, ma cercando tutt’altro sono inciampata in quella cartella sul mio pc, quella piena di cose, alcune molte brutte, altre invece molto belle.
Ho ricominciato a creare e, soprattutto, ho ritrovato il coraggio di mostrare quello che creavo. Ad ogni apprezzamento ricevuto mi sorprendevo, ogni apprezzamento mi ha regalato coraggio e forza, e non mi sono più fermata.
I miei primi quadri li avevo realizzati anni prima, ma dopo qualche brutta esperienza avevo chiuso tutto nel cassetto, sforzandomi nel seguire un lavoro più sicuro, una sola direzione, come fin troppo spesso ci insegnano.
2021
Ho incontrato l’amore.
2022
Mi sono sposata e questo mi ha permesso di realizzare un altro sogno: lasciare Genova.
Non avevo mai avuto il coraggio di andarmene da sola, ma mi si era presentata l’occasione e messi sul piatto costi e benefici ho deciso di fare il passo. Ed ancora una volta la vita è stata sorprendente.
L’idea iniziale era piuttosto scontata, chiudere a Genova per aprire a Sarzana. Ho tentennato per un po’ avanti e indietro: andavo a Genova una settimana al mese, avevo clienti così affezionatə dispostə ad aspettarmi, motivo di grande orgoglio lo ammetto.
Dentro sentivo che, dopo 4 anni, era arrivato il momento di fare un altro passo, di essere più coraggiosa di quello che ero stata fino a quel momento e di ammettere a me stessa che una ciclofficina io non la volevo più, era un passaggio importante, ma non il mio sogno
Il 10 novembre 2022 ho ricevuto la diagnosi ufficiale di Adhd, deficit da attenzione e iperattività che ha cambiato per sempre la mia vita, in meglio.
Anche la mia arte ha trovato un nuovo significato.
Fino a quel momento avevo sempre un po’ patito di non avere una formazione artistica: pur vivendo in uno dei più paesi più belli del mondo, sono piuttosto ignorante in materia, a parte un amore infinito e spassionato per Pollock.
Grazie alla diagnosi ho capito che quello che provavo mentre creavo era più importante di qualsiasi tecnica o soggetto.
2023
A fine anno mi sono finalmente decisa: ho chiuso il blog de La Ciclista Ignorante e ho aperto questo. Non più solo ciclista e ciclomeccanica, ma anche (e soprattutto) blogger, creativa e podcaster.
Da questa esperienza (sintetizzata in due righe, ma durata più di un anno) asce il motto: “Le persone sono molto di più delle gabbie in cui le rinchiudiamo“.
Ed è proprio in quest’anno così confuso che ho creato Happy🦋, senza avere idea di cosa sarebbe diventato.
2024
È stato un anno caotico e confuso.
Ho creato uno shop da zero per poi rendermi conto che lo volevo diverso: ho imparato a non forzare le cose solo per averle fatte.
Ma è stato anche il momento in cui ho incontrato La Fucina delle Idee ed ho incominciato a lavorare sul territorio: sono tornati i corsi di ciclomeccanica e le prime consulenze in ambito comunicazione e marketing che, piano piano, hanno rimesso insieme pezzi che credevo scollegati.
È l’anno in cui nasce la prima versione, ancora grezza, di Marketing POP.
2025
È l’anno delle microazioni che spostano montagne.
Il Blog torna al centro di tutta la mia comunicazione e riprendo a riscrivere con regolarità.
Dopo molte resistenze lascio Instagram ed apro la mia istanza nel Fediverso: scegliere dove stare mi restituisce spazio mentale e libertà.
Marketing POP evolve in una struttura chiara e inizio a scrivere di marketing come volevo fare da anni.
E visto che non esiste una definizione di mercato che mi descriva, scelgo di crearla: metodica operativa (la spiego ad inizio pagina).
Da tutte queste esperienze nasce Manifesto Ohibò: la sintesi dei principi che mi guidano nella vita e nel lavoro.
Per il dettaglio di cosa faccio vai a questa pagina.
Grazie di aver letto fin qui. Per qualsiasi dubbio, domanda, curiosità, approfondimento puoi scrivermi tramite il canale che più preferisci: non è un modo dire (ad alcune domande ho già risposto nelle FAQ).