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Manifesto Ohibò

Sull’etica ho basato la mia vita e so bene quanto questo tipo di affermazioni creino diffidenza. Insieme a valore, sostenibilità, autenticità, etica è una di quelle parole ormai svuotate: etichette per vendersi o poco più.

Per me invece l’etica è una scelta quotidiana, che esercito nelle parole, nei prezzi, nel lavoro e nelle relazioni.

Ma questo vuol dire anche incasinarsi e vivere conflitti personali e professionali. È un modo di stare al mondo che non concede sconti in un tempo sempre più frenetico e ossessionato dalla produttività.

In questa pagina trovi il mio manifesto: una sintesi dei principi che mi guidano nella vita e nel lavoro. È scritto al plurale perché vorrei che andasse molto oltre questi spazi e me: il mio desiderio è poter ispirare e coinvolgere altre persone e professionistə. È scritto come elenco puntato, e non numerato, perché ogni principio è importante e non esiste un ordine gerarchico.

Per qualsiasi domanda, dubbio, curiosità o condivisione sono a disposizione. Puoi scrivermi direttamente, commentare qui sotto o raggiungermi sul Canale Telegram. Grazie.

Manifesto Ohibò

Ohibò è un modo di stare nel mondo e anche di lavorare: curioso, attento, lento, imperfetto e libero. Chi si riconosce qui condivide anche questo modo di vivere, creare e costruire relazioni.

  • Ogni persona può fare la differenza. Scrivere, creare, lavorare: ogni gesto può diventare rivoluzione.
  • Crediamo in spazi vivi, lenti, respirabili. A misura di persona. Dove anche il lavoro possa essere tempo di vita e relazione.
  • Studiamo, sbagliamo, impariamo. La consapevolezza si coltiva ogni giorno, con spirito critico e mente aperta.
  • Rispettiamo ogni corpo, identità, voce. Anche nei progetti e nelle collaborazioni. La diversità è un valore che genera forza.
  • Crediamo in una società equa, creativa e non violenta. Anche quando ci dicono che siamo ingenuə e idealistə.
  • Crediamo nella semplicità e nella coerenza. L’etica è una pratica quotidiana, fatta di scelte concrete e compromessi. La perfezione è un’illusione, il dubbio fa parte del cammino.
  • Crediamo nella vendita etica basata sulla fiducia e il rispetto: spieghiamo bene le cose e lasciamo la libertà, anche di dire di no.
  • Condividiamo senza riserve idee, strumenti e dubbi. Per scelta e per fiducia.
  • Crediamo in un’economia equa e trasparente basata su rispetto reciproco, prezzi accessibili e scambi possibili.
  • Viviamo il presente un passo alla volta e lavoriamo per costruire qualcosa che resta, oltre ogni performance e frenesia.
  • Affrontiamo tutto con la curiosità delle buone novità.

Perché Ohibò

Ohibò mi accompagna da tempo, anche se ignoro da dove sia arrivata: è una parola che mi regala sempre un sorriso e di cui amo, in modo particolare, il suono.

Il dizionario la definisce come “espressione di sdegno, sprezzo o disapprovazione, con una connotazione di sorpresa”, eppure l’ho sempre vissuta come una parola gentile e ironica, un po’ fuori dal tempo.

Per me racchiude stupore e curiosità: un modo semplice ed elegante di restare aperta alla vita, con le sue incertezze, stranezze e complessità.

Ohibò è diventata la parola che descrive il mio modo di essere, anche sul lavoro: curioso, attento ai dettagli, imperfetto, pronto ad accogliere e a condividere senza riserve.

Cosa faccio io e cosa puoi fare tu

Se quello che hai letto ti risuona, in Cosa faccio io trovi come traduco il Manifesto nel mio lavoro quotidiano.

In Cosa puoi fare tu trovi spunti e azioni da mettere in pratica, qui o altrove, nei luoghi che vivi ogni giorno.