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Viversi il presente tra obiettivi e aspettative

Non mi è mai capitato di non dormire, alla fine bene o male, preoccupazioni o ansie, ho sempre dormito, a volte meglio altre peggio, ma non ricordo di aver passato delle nottate totalmente in bianco.

Finora e per fortuna, al momento, è successo una volta sola e mi ha stroncato ben bene. Continuo a pensare al film L’uomo senza sonno, mai visto, solo il titolo mi fa paura.

Le persone mi chiedono come mai non dorma: bella domanda, sapessi la risposta potrei risolvere.

Ieri sera ho provato a meditare per addormentarmi, per quel poco che so di meditazione, e non riuscivo a fermare i pensieri: consciamente non me ne rendevo conto, ma in realtà ero (sono) in affanno. Da qualche giorno avverto la sensazione di aver perso la connessione con me stessa e soprattutto con il mio presente.

Viversi il presente non è facile: pensare alla parola che sto per scrivere è già futuro, pensare a quella appena digitata è passato, rimanere profondamente connessз all’esatto attimo che sto vivendo è una delle cose più difficili che abbia sperimentato e, proprio per questo, così potente. Stare nel momento presente, il cosiddetto qui ed ora, automaticamente lascia andare tutto il resto, libera di tutto il peso che sentiamo sulle spalle, ci dà ossigeno, è come una boccata d’aria fresca dopo essere statз in apnea.

Rendere quotidiano questo modo di vivere è potenza pura, l’ho provato e l’ho perso perché non è un automatismo e non credo lo diventerà mai.

Non intendo in modo catastrofico, gli impegni possono anche essere belli, non solo incombenze e doveri: una cena tra amicз, una serata al cinema, una passeggiata, una gita. Qualunque impegno porta con sé delle aspettative che proiettano nel futuro e rischiano di far perdere la connessione con il proprio presente. Per questo dimentico di vivermelo.

Verso gli impegni meno piacevoli ho la soglia dell’attenzione sempre alta, per non farmi schiacciare, al contrario di quelli più piacevoli dove mi lascio trascinare: anche solo il desiderio che una serata tra amichз riesca bene mi proietta già nel futuro.

Ovviamente (lo scrivo anche se non sono certa sia così ovvia) c’è proiezione e proiezione, capacità di non crearsi aspettative e/o di gestire eventuali ansie. Questo discorso è così complicato perché è estremamente soggettivo: conosco persone, che invidio anche un po’, capaci di farsi scivolare tutto addosso realmente (non solo a parole), dal mio punto di vista ci riescono perché non si fanno troppi problemi di quello che è stato e di quel che sarà, insomma un sano menefreghismo e distacco.

Per me è tutto nuovo, questo sano menefreghismo mi manca e credo sia arrivato il momento di farlo crescere un po’. Rifletto su quante aspettative inconsce abbia rispetto ai miei stessi obiettivi, quanto aiutano a motivarmi e quanto invece mi portano lontano dalla meta?

È un po’ come camminare, un gesto automatico interiorizzato, non abbiamo più bisogno di pensare e concentrarci su ogni singolo movimento. Allo stesso tempo se non stiamo attentз a dove mettiamo i piedi rischiamo di inciampare.

Viversi il presente è questo, rimanere connessз a noi stessз nell’esatto attimo che stiamo vivendo, consapevoli che arriveremo alla nostra meta senza bisogno di pensarci continuamente.

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