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Sovraccarico

Stavo per mettermi a scrivere che oggi il cervello non parte, quando mi sono accorta di non aver preso la pastiglia (per l’Adhd). Ma oggi non fa proprio differenza.

Ci sono giorni che terapia o meno, il cervello non parte proprio, la quantità di cose da fare è notevole, gestire tutto da sola sta diventando impegnativo e stancante, e non posso fare a meno di chiedermi come ho fatto anni fa con La Ciclista Ignorante.

All’epoca di seo sapevo poco e niente e sui social era tutto nuovo: ricordo che programmavo il post sul Blog e la mattina dopo, al lavoro, mi andavo a nascondere in bagno per condividere l’articolo sui social. Un po’ sbagliavo io perché non sapevo delle cose, ma era ancora l’epoca del tutto manuale, programmare sui social è arrivato molto dopo.

Non è che io voglia fare tutto da sola, anche se mi riconosco evidenti problemi nel delegare (sono troppo pignola ed è un male), più semplicemente le entrate non giustificano pagare una persona che mi dà una mano, ma c’è anche un altro aspetto. non voglio che il mio lavoro diventi qualcosa di così grande da perdere il contatto con le persone.

Ora è tutto – di nuovo – in costruzione, ho cambiato strada e modi (non gli obiettivi), dopo averci girato tanto intorno mi sono decisa a seguire il sogno originale e mi rendo conto di quanto sono determinata, perché non ho problemi a scendere a compromessi nel fare le cose: non ho più l’energie di una volta, e questa è biologia. Se da un lato mi dico, e ci credo, ora hai la testa per intraprendere questa avventura, dall’altro non posso fare a meno di darmi un po’ addosso per aver scelto solo ora di muovermi.

Devo scendere da questa giostra di pensieri totalizzanti se non voglio sprecare le energie che ho.

Non posso dire molto di più sul lavoro al momento, nonostante sia buddista sono anche scaramantica, ma non è solo per questo motivo.

Quando ho aperto la ciclofficina (la nomino spesso perché ho bisogno di ricordare a me stessa cosa sono in grado di fare), ho iniziato a parlare dell’idea solo dopo molto da che l’avevo messa in cantiere, per proteggermi, non tanto da chi potesse rubarmi l’idea, ma dalle ansie e preoccupazioni altrui. Anche questa volta ho già il mio bagaglio di ansia da smazzarmi approfonditamente, da smontare pezzo a pezzo, solo dopo potrò affrontare quella altrui.

Ci sarebbe da chiedersi perché non dire alla gente di farsi semplicemente i fatti propri. Lo faccio, ma la famiglia è la famiglia (e dentro ci sono anche carə amicə).

C’è un po’ di stanchezza, cose da finire entro luglio, altre che mi porteranno via molto tempo proprio a luglio. Non mi preoccupa l’ennesima estate a lavorare, anzi mi piace fare quando tutto rallenta. Sono un po’ preoccupata di non riuscire a gestire tutto senza stramazzare.

In questi giorni pensavo proprio alla difficoltà che ho sempre avuto in ciclofficina di gestire l’offline e l’online (alla fine questa parte ne ha pagato le conseguenze). Per alcunə potrebbe non essere un problema, ma vorrei riuscire a raggiungere la migliore armonia possibile visto che tutto concorre al mio progetto lavorativo. Sono arrivata, con i miei tempi, a comprendere che preferisco fare un po’ meno ma fare per più tempo (sembra banale questa conclusione, ma per la mia testa ha significato sradicare, con non poche difficoltà, un modo di pensare che mi porto dietro da anni).

La mattina è volata, devo sistemare alcuni appunti e nel pomeriggio vorrei scrivere ancora un po’. Sento stanchezza, inutile combatterla, spreco energie. Prima parlavo di armonia: accolgo quello che arriva e provo a galleggiarci dentro, un po’ come quando in bici le gambe non rispondono, inutile provare a spingere comunque arriva solo frustrazione, ha più senso rallentare e cercare un ritmo in cui le gambe (e la testa) non oppongano resistenza, per arrivare alla meta (ossia tornare a casa a stramazzare in doccia).

Mentre si è in sella si impreca e basta, tornatə all’ovile la soddisfazione è immensa e succede di accorgersi che non è andata così male come si pensava.

L’immagine utilizzata per questo articolo è una mia opera.
Se sei curiosə puoi scoprire di più facendo un giro qui.

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