Aggiornamento del 28/10/2024: il post che segue è frutto della mia esperienza diretta, e non mi ricordo a quando risale l’originale. All’epoca non avevo idea di essere Adhd (la diagnosi è arrivata solo a fine 2022) e la parte finale in cui parlo di non essere brava ad organizzarmi alla luce di questa consapevolezza assume nuovo significato.
La struttura del post rimane invariata, i consigli che ho condiviso sono ancora oggi attuali. Anzi, nel tempo ho imparato che alcune cose che credevo essere solo un mio metodo, in realtà sono veri e propri consigli di scrittura insegnati in diversi corsi:
- Interrompersi sul più bello è una tecnica usata per sapere esattamente da dove riprendere il lavoro il giorno dopo (in un’ottica di scrittura quotidiana)
- Scrivere tutto quello che passa per la testa per svuotare la mente quando si è bloccati è una tecnica adottata da scrittori e scrittrici professionistə
- Far girare le parole in mente finché non trovano una forma: scrivere “in testa” ripetutamente quello su cui lavoriamo aiuta a riportarlo in modo più fluido quando ci sediamo davanti al monitor o al foglio di carta
- E a proposito di carta, moltə professionistə la prediligono in fase di prima stesura.
In ogni caso ricordiamoci che non esiste un metodo più valido di altri, ognunə costruisce il suo. Personalmente cerco di non smettere di migliorarmi: sedersi sugli allori può essere pericoloso.
Se si vuole essere realmente autenticə e preparatə, se si ha veramente a cuore chi ci segue e ci legge, se in quello che facciamo ci mettiamo noi stessə, scrivere tutti i giorni in modo proficuo è praticamente impossibile, a meno di non parlare per frasi fatte e creare contenuti standardizzati (che non rientra proprio nell’essere autenticə e preparatə).
Quello che è fondamentale ricordare, e lo dice gente molto più esperta di me, è che non ha senso fissarsi di pubblicare un contenuto nuovo ogni giorno se non si ha niente da dire.
Se proprio dobbiamo scegliere tra quantità e qualità, scegliemo sempre la qualità.
Ho messo insieme un elenco di consigli pratici, prendili per quello che sono, appunto, consigli, da plasmare secondo le proprie esigenze. Non esistono regole ferree né tanto meno universali.
- Tempo esclusivo
È importante trovare e dedicare del tempo esclusivo per la scrittura accantonando il resto: niente social, niente telefono.
Entra nell’ottica che scrivere fa parte del tuo lavoro: qualunque attività hai, se curi un blog e/o canali social e vuoi che funzionino, scrivere è parte del lavoro, con risultati a lungo termine. Percepirlo come tempo perso perché non direttamente retribuito è un errore: nello stabilire le proprie priorità lavorative non bisogna fare distinzioni.
- Ogni giorno
Scrivi tutti i giorni, anche se non ne hai voglia, anche se credi di non aver niente da dire. Se sei completamente bloccatə scrivi che siete bloccatə, scrivi di cosa vorresti scrivere, scrivi che non escono le parole. In sintesi, libera la testa!
Quando sarà libera cancella tutto e ricomincia: un nuovo testo sarà sotto ai tuoi occhi anche se non lo immaginavi.
Scrivere regolarmente non vuol dire che sarai sommersə di contenuti da pubblicare, anzi. Molti testi non vedranno mai la luce.Scrivere tutti i giorni è l’esercizio necessario per diventare sempre più creativə.
- Ricerca e scrittura sono fasi ben distinte
Il tempo della ricerca e il tempo per scrivere sono due tempi diversi. Se come organizzazione personale hai segnato un’ora di scrittura tutti i giorni, in quell’ora devi solo scrivere e non fare ricerca. La ricerca porta via tempo e deve essere prevista in un momento diverso, esclusivo e ben distinto.
Studia prima, lascia frullare le idee mentre fai altro, sedimenta le informazioni e solo dopo scrivi. Dopo inteso come il giorno dopo, o anche la settimana dopo. È una condizione molto soggettiva. Studiare non è un’opzione, è fondamentale.
Nota: non interrompere la scrittura per verificare le fonti: nel caso metti una nota nel testo da verificare successivamente.
- Revisione testo solo in un secondo momento
Mentre si scrive è preferibile procedere senza interruzioni, arrivati al proprio e personale obiettivo quotidiano si rilegge, anche subito per correggere i refusi evidenti e quelle frasi che non suonano. E poi si lascia decantare, qualche ora, un giorno, una settimana, il tempo necessario che è diverso per ogni testo.
In una fase successiva e a mente fredda (e riposata) si revisiona: si aggiusta tutto quello che si deve, comprese eventuali note. Possono servire più revisioni, dipende dal tipo di scritto che si sta realizzando.
- Dedica un’ora di tempo tutti i giorni
Questo è un consiglio che do sempre a chi comincia, per me rimane valido ma mi rendo conto che quando si danno regole così precise tutto può essere opinabile.
Perché proprio un’ora? Personalmente lo ritengo un impegno quotidiano fattibile, non particolarmente impegnativo e crea regolarità.
Un’ora quotidiana solo di scrittura (perché ricordo che la ricerca e lo studio sono a parte) all’inizio non basta e bisogna interrompersi sul più bello (con l’esperienza può diventare una tecnica di lavoro per riprendere il giorno dopo sapendo esattamente da dove ripartire), ma più si va avanti più si diventa veloci e proficui, in modo assolutamente naturale.
- Evita full immersion
Evita di stare tutto il giorno davanti al pc a scrivere, ogni tanto può andare bene ma non è un buon metodo. Più si scrive più l’attenzione cala e le idee ristagnano, si rischia di produrre molto testo sulla carta ma nei fatti poco utilizzabile. Meglio fare poco tutti i giorni.
Riassumendo: mi devo ritagliare il tempo per scrivere, ma anche quello per studiare e cercare le fonti, che sono tempi diversi. Dopo aver scritto il post devo lasciarlo lì, lo rileggo e correggo il giorno dopo a mente fresca. Ma quanto tempo ci vuole?
Meno di quello che sembra. Più si va avanti più si acquisisce metodo e piano piano ci si rende conto che nella nostra ora di scrittura ci stanno dentro tante cose, come la rilettura del post del giorno prima e la stesura della prima bozza di quello nuovo.
Va anche detto che la quantità di tempo che si è disposti ad investire è proporzionale ai propri obiettivi e se sei qui a leggere un articolo di questo tipo, vuoi che la scrittura diventi parte del tuo lavoro.
Tutti questi consigli sono legati ad un argomento per me molto complesso, ossia l’organizzazione. Ritagliarsi del tempo esclusivo ogni giorno vuol dire avere un certo tipo di organizzazione. In questo non sono brava a dare consigli perché fatico molto. Quello che sicuramente mi aiuta moltissimo è scrivere tutti i giorni, prendo continuamente appunti, sul cellulare, sulla carta. Un gesto ripetuto diventa un’abitudine, le cose che scrivo mi rimbalzano in testa finché non trovano forma.
Ovviamente l’unica cosa da fare è sperimentare fino a trovare la propria formula, senza preoccuparsi di essere perfettə, scrivere è un’arte che si acquisisce con il tempo e che non si smette mai di imparare.
Grazie per il tuo tempo. Scrivo per allenarci insieme a una visione generativa, senza giudizio né performatività. Questo spazio serve a spostare lo sguardo e riconoscersi nella complessità. Se vuoi continuare a leggermi, iscriviti a Ohibò Newsletter. Senza fretta e senza fronzoli.
