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Scendere dalla giostra

Mi coniglio la stesura di questo primo articolo da settimane, come se dovessi condensare tutto lo scibile umano in questo post, come se mi giocassi tutto, o la va o la spacca, che è un po’ la sensazione che si ha online ogni volta che si pubblica qualcosa. E non succede solo lì: non c’è una seconda occasione per fare una buona prima impressione, hai mai sentito questa espressione? Io così tante volte da averla interiorizzata mio malgrado.

Prima ho terminato la struttura fissa, ho guardato quali contenuti volessi spostare dal vecchio blog a questo e poi ho iniziato a rimandare, perché non ero ispirata, non ero di buon umore, perché volevo fare una buona prima impressione ma non mi sentivo al top: mettici la motivazione che vuoi, tanto sono solo scuse, mi difendo dietro un dito perché ho paura, semplicemente.

Da dove ripartire? Dal fatto che sono stata La Ciclista Ignorante per 7 anni ed ora mi rinnovo di nuovo? L’ho scritto nella home, ha veramente senso ripetersi? C’è chi direbbe di sì perché chissà come sei arrivatə da queste parti e magari la home neanche l’hai vista. Ti consiglio di farlo.

Ripartire è sempre un caos, non è la prima volta che mi resetto, ogni tanto ho bisogno di cambiare, altre volte sono stata costretta, dopo anni a cercare di entrare in un vestito che non mi apparteneva più, ho scelto consapevolmente di fare il salto. Sono felice e allo stesso tempo mi sento come se mi fossi sfracellata al suolo, come se a metà del salto avessi perso lo slancio, non perché io sia pentita, affatto, il problema (se vogliamo chiamarlo così) è che ho troppo cose da scrivere e raccontare, non riesco a riordinarle, mi sento in affanno, esattamente l’opposto di quello che cerco di realizzare.

Ho scelto di rallentare e alleggerire la mia vita, letteralmente e metaforicamente parlando: finalmente consapevole di essere Adhd, ho cercato una nutrizionista che mi potesse seguire e, di recente, anche una personal trainer. Contemporaneamente ho iniziato a lasciare andare quello che non mi faceva stare bene, ho tolto impegni che non mi rendevano felice, ho scelto di non riaprire un’altra attività e, dopo aver girato molto intorno (quasi un anno) ed essermi guardata molto dentro, ho capito in che direzione andare.

Questa è una frase che chi mi conosce mi avrà sentito pronunciare non so quante volte, chissà cosa pensano, chissà quanto devo sembrare inconcludente, ma il mio percorso mi ha insegnato, tra le altre, due cose importanti: nella vita non si smette mai di imparare e il per sempre non esiste.

Il là finale del lasciare andare il vecchio blog e ricominciare da capo me l’ha dato Google e l’ultimo aggiornamento. Questa è una storia molto lunga che comincia un sacco di tempo, con un blog che si chiamava Penso ad alta voce e un po’ di cosidettз espertз che ripetevano insistentemente che sul web bisogna essere monotematici e verticali nei contenuti.

Così ho avuto due blog, due profili social, tutto doppio e comunque non bastava, perché non ho solo due passioni, perché non sono solo artista e ciclomeccanica, giusto per fare un esempio conosciuto a chi già mi segue.

Non ho mai sopportato molto questo rinchiudere le persone in gabbie: per cercare di concludere qualcosa che speri diventi significativo, finisce che ti ci rinchiudi da solə nella gabbia e poi uscirne è un casino.

Dopo tanto lavoro, dopo aver raccolto tutto sotto un unico dominio, nel modo più corretto possibile (a voler ragionare come vuole Google), dopo aver investito risorse economiche e tempo, esce l’ennesimo aggiornamento ed è tutto a quel paese e neanche Google sa cosa ha fatto. Ammetto che dopo tutta quella fatica un po’ mi sono girate, ma è stata anche la mia più grande fortuna per decidere di fare l’ultimo passo: quello di scendere dalla giostra dell’attenzione, dove si sacrificano tempo e contenuto, dove il valore è un concetto svuotato, dove si finisce con il cercare di rispettare regole che ti portano sempre più lontana da te stessə.

Ho il privilegio di essermi accorta di tutto questo in tempo per cercare di fare qualcosa di bello, i primissimi riscontri sono buoni, i numeri sono scesi in picchiata ma sembra una regola aurea: attenzione va d’accordo con poco seguito, ha anche un senso logico matematico se ci pensiamo bene.

Scendere dalla giostra vuol dire scrivere così, senza filtri, senza preoccuparmi del posizionamento e delle parole chiave, senza l’ansia del monotematico, significa smetterla di costringersi in un ruolo che non ti rappresenta più.

Scendere dalla giostra vuol dire scrivere senza la presunzione di avere risposte, significa provare a seminare ogni giorno (ed ad ogni parola pubblicata) un modo diverso di agire e pensare, significa rallentare, dare senza aspettarsi qualcosa in cambio, offrire incondizionatamente.

Il mio desiderio è che ogni contenuto che creo possa regalare un’occasione di riflessione e anche la sensazione di non essere solз, che possa essere uno strumento per aprire un po’ di più le nostri menti, la mia che scrivo (e parlo) e la tua che legge (e ascolta). Non c’è un punto di arrivo, è costruzione continua e costante.

Un altro desiderio è quello di riuscire a scrivere tutti i giorni, non necessariamente così tanto, a volte un pensiero, altre un quadro, vorrei che questo luogo fosse vivo e ricco. Inizio questa nuova avventura alla fine del 2023 (mi capita spesso di iniziare percorsi nuovi alla fine dell’anno): vediamo tra un anno dove saremo, spero di poter essere utile a chiunque inciamperà nelle mie parole.

Ma iniziamo a vedere se domani riuscirò nel mio proposito di scrivere tutti i giorni.

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