Ho aperto il Blog per scrivere, ma non so bene cosa dire, come al solito troppo casino in testa e niente sembra aver significato.
Questo 2026 ha preso una direzione totalmente imprevista, a tratti molto dolorosa e ne sono grata, perché mi sta facendo vedere la persona che sono: già, perché io non mi vedo, perché c’è un limite tra riconoscere il proprio valore e vantarsi e, nel dubbio di superarlo sempre, alla fine mi svaluto.
È una cosa sottile, che mi porto dietro da sempre e mi piacerebbe dare la colpa solo alla situazione attuale, ma mentirei. Quello che sto affrontando è l’occasione per vedere tutto il film e decidere di trasformare, non è per niente facile ed ho un sacco paura.
Stanotte non ho chiuso occhio, ad esempio. Prima di addormentarmi ha iniziato a venirmi l’ansia e la notte è andata di conseguenza. Ma, come ho scritto nell’ultima newsletter, l’ansia deriva dal proiettare e immaginare eventi, per lo più improbabili: la mente è bravissima a creare scenari catastrofici.
Comprendere i meccanismi non aiuta sempre a razionalizzare e calmarsi, di conseguenza ho dormito malissimo. Eppure mi sono svegliata con l’intenzione di non farmi influenzare e sto provando, ora per ora, minuto per minuto, a seminare diversamente.
È una promessa che mi sono fatta da tempo e che cerco di attuare ogni giorno: non fare scontare al mio presente il dolore del mio passato. Imparare è una cosa, chiudersi e incattivirsi per paura di soffrire è un’altra. E vale anche per una notte in bianco.
Anche se con tutte le ragioni del mondo, che senso avrebbe rimanere nervosa a prescindere? Il sonno perso non lo recupero e rischierei di perdere altro tempo prezioso per rimanere incazzata, invece di vivermelo.
Marzo è passato, doloroso e confuso, non mi ero neanche accorta di aver fatto così tante foto. Ho provato a farne un riassunto per immagini: decisamente la mia cura numero uno è stata la pratica buddista, a seguire i gatti.
Vorrei potermi dire che Aprile andrà diversamente, ma non lo so, o meglio, ho paura di crederci. So bene che tutto dipende da me. A volte questo pensiero mi trasmette grande forza, come a dire che tutto è realmente possibile in ogni istante. Altre vorrei solo spegnere la testa e che qualcunə mi dicesse cosa fare. Non funziona così, per fortuna o purtroppo.
Volevo scrivere qualcosa di più incoraggiante, ma a forza di metterci questa aspettativa non sto più scrivendo, quindi ancora una volta provo a smontare il mio inutile perfezionismo misto ad ansia da prestazione, per lasciarmi andare esattamente per come sono.
Stamattina ho ritrovato una cosa che ho scritto nel 2023 quando mi sono trasferita. Non so perché l’ho lasciata nel cassetto.
L’aspetto più doloroso di questo marzo è stato proprio accorgermi di essermi messa da parte, ma appunto non dipende solo da quello che sto passando ora, anzi ho solo da ringraziare perché, anche se fa male, ora ho una visione diversa e da qui posso cambiare direzione se e quando mi sentirò.
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