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Pomodori e felicità

Siamo abituatз a pensare che la felicità dipenda da qualcosa o da qualcunə. Ci areniamo sull’idea che saremmo felici se avessimo un lavoro migliore o il compagno giusto. Che le cose andranno meglio solo dopo aver risolto un determinato problema. Viviamo in funzione di un futuro che non sappiamo come sarà, sulla base dell’illusione che il domani sarà meglio di oggi.

All’età di 27 anni ho incontrato la pratica ed è stata la mia salvezza. Mi ha insegnato che la felicità non è l’effetto ma la causa. Qualche anno fa, proprio mentre praticavo, ho dato vita alla mia metafora sulla felicità.

Se vuoi raccogliere pomodori pianti semi di pomodoro, e se vuoi raccogliere felicità?

La verità è che non serve diventare buddistə per sperimentare questa cosa (esserlo, a mio avviso, è utile quando perdi la direzione e sei intrappolatə in mille pensieri, ma questa è un’altra storia), basta stamparsi un sorriso in faccia. Non importa se ci credi o no, non importa se sei spontaneamente felice o se ti stai sforzando.

Sorridere ha effetti positivi sul corpo, indipendentemente da quanto in quel momento siamo convintə. Il cervello produce ormoni, tutto il nostro essere reagisce ad un sorriso, tutto si muove in modo diverso. Prova!

Essere felici costa impegno e fatica. La felicità non piove dal cielo, non arriva con la macchina nuova o l’aumento di stipendio. Vivere in funzione di qualcosa vuol dire alzare sempre di più l’asticella, l’obiettivo, il punto in cui sentirsi appagatə. Vivere così è essere perennemente insoddisfattə e incapaci di godere di quello che già abbiamo.

La felicità è ora, in questo momento

Non è ieri, né domani. È qualcosa di profondo, ben saldo, che non si fa influenzare da ciò che capita attorno.

Lo so, non è per niente facile. Io l’ho fatto, lo faccio, soprattutto nei momenti più bui e duri: mi stampo un sorriso in faccia, cerco di liberare la mente e di essere presente a me stessa in quell’istante. Tutte le volte l’energia intorno a me cambia, perché io cambio e scelgo di non rimanere chiusa nelle mie preoccupazioni e nelle mie ansie, scelgo di essere felice.

Per raccogliere felicità è necessario piantare semi di felicità, tanto semplice da dire quanto difficile da mettere in pratica, ma da questa legge non si sfugge.

Ne parlo anche sul Podcast, a volte i contenuti si sovrappongono, molto più spesso si integrano. Buon ascolto!

(Condivido link di Spotify per comodità ma puoi ascoltarmi un po’ ovunque, basta cercare “Ohibò podcast”. Tutti i dettagli li trovi alla pagina dedicata)

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