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Pioggia, fuori e dentro.

Sono arrivata in biblioteca in ritardo, pioveva molto forte, mi sono alzata tardi ed ero indecisa.

Sono in grado di lavorare da casa, ma amo proprio venire qui: osservo le persone, mi concentro meglio, non ci sono gatti (purtroppo e per fortuna) ed anche pochi pennarelli (anche se, tendenzialmente, mi porto dietro mezza casa).

In questi giorni ho disegnato e basta, ma sono ancora in fase ricerca: tantissime prove e molto tempo investito. Mi sono resa conto che mi piace tutto il materiale che ho, tra cui pastelli, matite, acrilici, sono tentata di comprare anche gli acquarelli, ma il troppo stroppia, perché alla fine non riesco a portare a termine una collezione completa (obiettivo per il 16 marzo, poi rilanciato a fine mese, lo vedi da te che giorno è oggi?).

Non succede niente se non raggiungo l’obiettivo entro il mese, ma mi sento incancrenita in un circolo di ricerca continua, senza venirne a capo. Da una parte lo so molto bene che ad aspettare il momento perfetto non si comincia mai, dall’altro (forse) mi illudo che riconoscerò la strada quando ce l’avrò davanti: in pratica sto delegando a qualche evento mistico le decisioni che dovrei prendere io, si capisce già così che non può funzionare, vero, non devo aggiungere altro?

La ricerca è proprio l’argomento de La Bullet, con cui sono in ritardissimo, o la faccio uscire domani o va ad aprile. Anche questo un progetto iniziato e cambiato totalmente in corsa, ora ha una forma che mi piace molto, peccato che se non mi decido continuerò a vederla solo io.

Si sente il senso di frustrazione di questa giornata vero?

Non è cominciata benissimo. A parte non alzarmi e praticare a modo (sottolineiamo le cose importanti: a modo per me, non ci sono regole, è un aspetto intimo e personale), mi sono ritrovata con l’acqua in casa: adoro dormire con le persiane aperte, deve essere piovuto parecchio stanotte (io dormivo di lungo chi ha sentito niente) e così laghetto in sala ed anche in cucina.

Quello con l’acqua è un rapporto complicato: mi si allagava la bucofficina (la mia prima ciclofficina di neanche 5 mq, da qui il nome), nella seconda entrava dalla porta se pioveva forte, in generale venendo da Genova ho un certo rapporto, mio malgrado, con alluvioni e allagamenti. Nel 2011 abitavo nella zona del Fereggiano, il torrente straripato insieme al Bisagno, insomma una certa esperienza.

Non ho particolari traumi per fortuna, a parte che la vivo un po’ come una condanna, forse dovrei andare a vedere cosa rappresenta l’acqua, anche se non credo molto a queste cose.

La giornata è cominciata così e la testa oggi non si ferma, nonostante abbia preso la terapia per l’Adhd (insieme ad una brioches ma non dirlo alla mia nutrizionista), mi sento confusa e, soprattutto, triste. Avevo la lacrima appesa ma il tempo di finire questo pezzo non l’ho più trattenuta, mi sento un po’ sola (complice marito in trasferta da giorni), forse c’entrano anche le mestruazioni e gli ormoni che vanno su e giù, il tempo non aiuta, e mi è anche venuta in mente la mia gatta morta da – sono andata a guardare la data che non la ricordavo – più di un mese.

Ho imparato che è inutile trattenere le emozioni, anche se piangere in biblioteca non è il massimo, una ragazza molto carina si è preoccupata. È sempre bello vedere che esistono ancora persone capaci di non essere indifferenti.

Sono arrivata da più di due ore, sto finendo di scrivere ora, non ho idea di cosa concluderò oggi (sono capace di fare in due ore il lavoro di una settimana quando sono concentrata), di una cosa però sono certa: non intendo farmi trascinare da questo pessimo umore.

Ho scritto, mi sono sfogata, non mi piace stare mai troppo a rimuginare (la regola delle 12 ore), oggi dovrei anche fare uscire l’Happy settimanale.

Mi sono interrotta non so quante volte, ho perso il filo degli altri 3457 argomenti di cui volevo parlare, meglio così, soprattutto per chi legge.

Quando scrivo in questo modo, senza filtri, esattamente per come penso (benvenutə nella mia testa), mi viene in mente l’Ulisse di Joyce: mai letto, forse dovrei decidermi.

(Foto di copertina: dettaglio di un mio disegno, ne pubblico uno al giorno sia su Instagram che sul Gruppo Telegram.)

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