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Perché un diario personale online?

Perché un diario personale online? Perché scrivere e condividere i fatti miei? Presenzialismo? Egocentrismo? Nel tempo me ne hanno dette molte, la mia preferita è egoriferita, a detta di alcune persone parlo troppo di me stessa.

La questione è molto più semplice, almeno per me: la mia esperienza è l’unica che conosco realmente.

Si fa sempre molta confusione quando si parla di condividere la propria esperienza, si tende a fraintendere e a totalizzare: un’esperienza è solo un’esperienza, un punto di vista parziale e soggettivo su questioni che sono (molto spesso) molto più grandi.

Non è necessario giungere sempre ad un punto comune, piuttosto è importante cercare di mantenere sempre una mente aperta, ascoltando le esperienze altrui, traendone il meglio e lasciando andare ciò che non serve. Ed ovviamente (lo scrivo ma forse non è così ovvio), un’esperienza personale non si sostituisce ai dati oggettivi di ricerca e statistica, un’esperienza – come ho scritto – è solo un’esperienza.

In passato ho sofferto delle varie etichette di egocentrica e arrogante che mi appiccicavano addosso, faticavo a mettere limiti, non mi rendevo conto che, quando giudichiamo qualcunə, stiamo dicendo molto più di noi stessə che dell’altra persona. E ormai sono abbastanza grande da sapere che quando ti vogliono vedere in un certo modo difficilmente cambieranno idea.

Adesso l’unica cosa che mi preme è la condivisione, quella genuina (come la chiamo io): vivere esperienze più o meno difficili assume un significato diverso se le metti al servizio delle altre persone, diventa un bene collettivo da cui poter trarre ciò che serve (fosse anche solo non sentirsi solə e spersə in certi momenti).

E se proprio dobbiamo dircela tutta, diffido sempre molto di chi dice cosa fare ma non racconta mai come ha agito in prima persona. Non escludo che sia un mio limite, ma se parliamo di consapevolezza, crescita, emancipazione personale e cambiamento, credo sia onesto verso le altre persone dimostrare in prima persona.

Per quanto la mia comunicazione sia trasparente e il mio modo di scrivere un immenso flusso di coscienza, non racconto proprio tutto di me, solo quello che speri diventi un’onda generativa nella vita delle persone.

Viviamo in un mondo iperconnesso, ci alziamo al mattino e la prima cosa che facciamo è aprire i social (se non la prima sicuro la seconda quando siamo in bagno), teoricamente siamo tuttə interconnessə, ma la realtà è permeata di solitudine. Voglio credere che le mie parole possano arrivare alle persone giuste nel momento giusto: in questo oceano immenso che è il web serve più autenticità.

So di essere un’idealista, come dico spesso so di essere un salmone che viaggia controcorrente (è la sua natura), non sono certa di essermi accettata fino in fondo, capirmi però è stato un passaggio fondamentale per imparare a lasciare andare: donare senza aspettarsi qualcosa in cambio è molto complicato, ma quando ci si riesce regala una forza immensa.

L’immagine utilizzata per questo articolo è una mia opera.
Se sei curiosə puoi scoprire di più facendo un giro qui.