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Perché è importante la gratitudine?

Dal cinque dicembre per un mese ho compilato pubblicamente online Happy🦋, il diario della gratitudine che io stessa ho creato e che non è solo un diario della gratitudine, ma sono di parte me ne rendo conto.

Mi sono lanciata in questa sfida perché volevo provare a riflettere collettivamente su alcune cose: quanto è potente il sentimento di gratitudine, come gratitudine e felicità vanno di pari passo e, soprattutto, che basta poco (in termini di tempo e energie) per praticare la gratitudine quotidianamente.

Intanto cosa è Happy🦋, che se stai passando di qua potresti non saperlo.

Dal mio punto di vista, che come detto non è imparziale, Happy🦋 è molto di più di un semplice diario della gratitudine: l’ho creato un po’ di tempo fa per aiutare una persona, mi serviva qualcosa di semplice e pratico, ma non trovavo nulla che potesse fare al caso mio.

La differenza tra i molti diari che ci sono in circolazione è che aiuta a concentrarsi non solo sulle cose belle ma anche su quelle meno belle, ponendo il focus su quali azioni concrete si possono fare per dare una direzione positiva alla propria vita.

Non mi dilungo sui dettagli, li trovi alla pagina dedicata.

Ho scelto di mettermi in gioco in prima persona in un momento in cui non ero molto grata: pratico la gratitudine ormai da anni ma, come per tutte le cose, ci sono alti e bassi, in più c’è molto differenza tra decidere di scrivere e limitarsi a pensare (ne parlo più avanti).

Proprio perché pratico attivamente la gratitudine da anni so quanto sia importante, so quanto questo sentimento sia potente, come possa aiutare a dare una direzione e, soprattutto, a trovare la propria fonte interiore di energia.

Happy🦋 è uno strumento volutamente pratico: questo tipo di discorsi, a chi non è già sensibile all’argomento, può sembrare eccessivamente astratto. L’esperienza diretta vale più di mille parole.

Sono diversi i ragionamenti nati da questo esperimento pubblico e, a scanso di equivoci, nessuna verità assoluta, nessuna risposta, ancora una volta tante domande e riflessioni aperte.

Ho compilato Happy🦋 pubblicamente su Instagram (il vecchio profilo, nel mentre che questo articolo è uscito online ne ho aperto uno nuovo) e sul Gruppo Telegram: nel primo caso sono passata quasi subito da usare le storie al caro vecchio post sul profilo. La discriminante è stata il tempo necessario a preparare il contenuto da dare in pasto alla piattaforma ed anche il concetto stesso di storia, che sparisce dopo 24 ore a meno di non metterla in evidenza.

In generale l’utilizzo di Instagram non mi ha dato granché soddisfazione, ma non dipende da Happy🦋 o dall’argomento specifico, è un rapporto che non funziona più da tempo: ho accennato qualcosa sull’eccessiva semplificazione e sul rischio di banalizzazione in questo articolo, ci tornerò su.

Su 32 giorni totali (compreso il giorno di inizio, 5 dicembre, e quello finale, 5 gennaio) ho saltato 5 giorni, di cui 2 durante il caos genovese di Natale. Come spiego nella pagina dedicata, prendere nota del perché si salta qualche giorno può avere la sua importanza e può essere un campanello di allarme se le giornate iniziano ad essere tante e consecutive. In generale mi ritengo soddisfatta, gli altri giorni li ho saltati per stanchezza o perché passato il momento dedicato a compilare Happy🦋 non sono più riuscita (nel mio caso una discriminante importante è anche l’Adhd). Non mi addentro oltre nei dettagli, alla fine ciò che conta è che io so quanto sono andata oltre i miei limiti e quanto sono arrivata vicino ai miei obiettivi. Non dobbiamo rendere conto a nessunə se non verso noi stessз, vale anche quando si fa qualcosa pubblicamente: condividere non autorizza un’altra persona a giudicarci, lo sottolineo perché su questo aspetto si fa fin troppo confusione.

Per quanto riguarda la descrizione del mio umore ho usato troppe variabili impiegando un po’ di tempo a tirare le somme: mi sono descritta per 16 volte felice, per 11 stanca, per 9 nervosa e per 10 confusa.

Attenzione: non vince la maggioranza, la vita è un susseguirsi di emozioni che girano ogni giorno in ogni istante, non si arriva mai ad essere solo felici. Piuttosto è un bilancio: le cose vanno osservate sempre nel giusto contesto per essere interpretate.

Personalmente credo e pratico la felicità come causa e non come effetto ed è anche uno degli scopi di Happy🦋 sviluppare spirito di offerta e di semina.

A questo punto so che non mancano le domande, ne ho scelte alcune tra quelle che mi sono state poste e quelle che io stessa mi pongo ogni giorno con spirito critico e mente aperta, strumenti necessari per non adagiarsi mai e non darsi per scontatз.

La felicità come causa non vuol dire raccontarsela?

Credere che la felicità sia la causa e non l’effetto non vuol dire raccontarsela, piuttosto vuol dire credere che la felicità è a prescindere da cosa abbiamo o non abbiamo. Ne ho scritto parecchio in passato e con l’occasione di questo nuovo spazio riprenderò e aggiornerò i vecchi articoli (per non perderli puoi attivare le notifiche e iscriverti alla mia (no)newsletter, per scoprire i dettagli clicca qui).

Cosa c’entra la felicità con la gratitudine? Perché parlo di felicità e gratitudine?

Personalmente credo non possa esistere l’una senza l’altra: ovviamente parlo di una felicità assoluta, indipendente da cose e persone. Alimentare gratitudine ci rende felici, alimentare felicità ci rende gratз. Non credo servano molto parole, penso siano più utili i fatti: prova e quando vuoi ne riparliamo, ad ogni difficoltà, dubbio, stortura, scrivimi e l’affrontiamo insieme.

Cosa succede adesso? Cosa succede dopo che compilo Happy🦋 per un mese?

Non succede nulla di particolare, il tutto dipende dal perché hai iniziato e da quale è il tuo obiettivo.

Nel mio caso è successo che ho smesso del tutto, sia nel privato che nel pubblico. L’impegno pubblico è stato notevole: un conto è aprire il mio diario e scrivere a matita quello che mi viene per come mi viene, un altro è scrivere qualcosa da pubblicare online che possa essere compreso e generare una riflessione. Si capisce già così che il dispendio di energie e impegno è differente.

Smesso di compilare Happy🦋 pubblicamente, lo ammetto, mi sono un po’ persa tanto che questo articolo esce con un po’ di ritardo rispetto alla fine dell’esperimento. Ed è con questo articolo che ho deciso di riprendere: quotidianamente a livello privato e settimanalmente online.

Continuo online perché credo ce ne sia un gran bisogno, ma è una scelta mia personale come è una scelta praticare ogni giorno la gratitudine.

Alla fine dei primi 30 giorni può succedere tutto e il contrario di tutto: ti puoi rendere conto che ti fa bene e voler continuare, puoi renderti conto che per ciò che stai affrontando serve un aiuto specialistico (non c’è nulla di male nel farsi aiutare), puoi anche pensare che siano tutte stupidaggini e smettere definitivamente.

Happy🦋 è un percorso di consapevolezza personale e come tale non c’è una risposta univoca, uguale per tuttз. Sono certa che in qualche modo ti cambierà la vita perché quando sperimenti certi passaggi non torni più indietro, ma il resto ce lo devi mettere tu.

Per motivi pratici ho compilato Happy🦋 pubblicamente usando il telefono, ma è molto meglio scrivere a mano, non lo dico io lo dice la scienza. Ho passato mezzo pomeriggio tra ricerche scientifiche (ne trovi diverse su Pubmed facendo una ricerca con parola chiave handwriting) che sottolineano come attiviamo parti del cervello diverso se scriviamo a mano o con una tastiera e di come, nel primo caso, quello che scriviamo ci rimane più impresso.

Lo stessa differenza che c’è tra scrivere a mano o con una tastiera intercorre tra il limitarsi a pensare oppure scrivere ciò che si sta pensando: scrivere rende tutto concreto, meno vago, più preciso; scrivere è un modo per dare forma alla gratitudine. Anche in questo caso ti invito a provare direttamente sulla tua pelle la differenza, tra il limitarti a pensare per cosa provi gratitudine e come vorresti migliorare altre situazioni, e scrivere nero su bianco quello che provi. Scrivere è un modo per tenere traccia di un percorso che chiuso solo nella nostra testa rischia di perdere sfumature, dettagli, ricchezza e potenza.

Sempre alla pagina dedicata trovi alcuni materiali (un po’ datati, li sto revisionando tutti), in arrivo anche una versione cartacea formato quaderno (se ti interessa in particolare questo formato fammelo sapere, mi sarebbe di grande aiuto): puoi attivare le notifiche e/o seguirmi su Substack per ricevere tutti gli aggiornamenti.

Ma non ti servono file in particolare e non necessariamente i miei: prendi carta e penna e inizia a scrivere.

La parte importante è seguire la struttura per come l’ho costruita, ragionando attentamente anche su cosa non va e cosa potresti fare per indirizzare le cose nel modo che desideri: senza questa parte si perde il senso di Happy🦋 e diventa un qualsiasi diario della gratitudine, mentre è molto di più.

Durante questi 32 giorni pubblici è successo che non sapessi cosa scrivere: a volte proprio per mancanza di parole, altre mi sono limitata a scrivere cosa non andava senza concentrarmi su cosa provassi e, soprattutto, come pensassi di agire. Puoi usare (o non usare) Happy🦋 come vuoi, ma compilato in ogni sua parte dimostra tutta la sua potenza ed allena ad una visione positiva della vita. Non mi riferisco al mero pensiero positivo, Happy🦋 va molto oltre, aiuta a sviluppare un profondo senso di responsabilità verso noi stessз e rispetto a quello che ci capita ogni giorno, ci porta a prendere in mano le situazioni e ad agire per indirizzare in meglio la nostra vita.

Se vuoi seguire il mio Happy pubblicoiscriviti al Gruppo Telegram. Per qualsiasi domanda, dubbio, informazione, confronto, scrivimi.

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