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Non riesco a concentrarmi

Oggi non riesco a concentrarmi e canto. Sono stonata come una campana e sono a casa da sola. Quando ho bisogno di energia e buon umore metto a tutto volume Occidentali’s Karma di Gabbani e canto come se non ci fosse un domani, per buona pace di chi mi sta intorno.

È una giornata strana, finalmente dopo tanti alti e bassi mi sento di nuovo me stessa, tra intestino bloccato, pressione alta, mal di denti, sembrerebbe tutto rientrato o comunque sotto controllo (non diciamolo troppo forte), eppure non riesco proprio a concentrarmi ed ho solo sonno.

Negli ultimi giorni ho rimesso in sesto il sito di un’amica, un lavoro che si è rivelato più lungo del previsto e, per mia indole, molto assorbente: quando mi si pianta qualcosa in testa devo finirla altrimenti non si libera il neurone. Il casino è che, anche quando si libera, ci mette sempre un po’ a riprendersi. Nulla di nuovo sotto il sole, anzi più conosco a fondo come funziona il mio cervello, più la smetto di lottare contro me stessa.

Inizio a pensare che superare un proprio limite non vuol dire necessariamente abbatterlo anzi, più spesso, significa cavalcarlo, anticiparlo: mi sono rassegnata che il mercoledì è il mio giorno off (a quanto pare non l’unico) e quando mi organizzo di conseguenza non è più quel giorno della settimana totalmente perso che è stato per anni.

I miei down sono sempre più brevi, le riprese sempre più rapide e siccome ci saranno sempre alti e bassi trovo inutile sprecare energie preziose nell’arrabbiarsi.

Non sono processi facili, molto spesso ti ritrovi a lottare con tutto quello che ti hanno insegnato negli anni, anche io sono cresciuta nel mito del volere è potere (ci credo ancora ma considero la questione molto più complessa di come, fin troppo spesso, venga raccontata).

Scrivere è sempre catartico, sono passata da Gabbani alla mia playlist per concentrarmi (se avete Spotify la trovate qui), inizio sempre dall’Inno alla gioia e poi lascio la riproduzione casuale: spesso funziona, altre volte mi serve solo silenzio, con la ferrovia a fianco casa non è proprio una cosa facile da ottenere. Il problema sono i rumori prima di concentrarmi, una volta che ce l’ho fatta non mi accorgo neanche se il gatto mi cammina in testa.

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