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Non cosa, ma come.

Non avevo programmato di fare una pausa (non proprio una pausa, più un silenzio stampa), non avevo neanche pensato di fare un e-commerce.

Dopo tanti mesi a mettere in ordine tra le mie priorità, a cercare di capire cosa veramente volessi fare, in che modo volessi passare il mio tempo e dove mi vorrei trovare tra qualche anno, ero disposta a pagare l’abbonamento mensile oltre la commissione di vendita ad un marketplace piuttosto che buttarmi nel fantastico mondo delle spedizioni.

Anni fa avevo creato un’e-commerce da zero, non ero andata oltre al guardarlo e smontarlo.

Ma quel marketplace ha chiuso, altri hanno costi – per me – senza senso e, alla fine, ho preso tutto come un segno: dovevo fare quel passo e smetterla di conigliarmela.

Ho cercato uno spedizioniere e un service di stampe digitali (e venendo da quel mondo non è stato facile, la troppa conoscenza a volte è solo un limite). Ho iniziato a fare conti, ho scelto cosa mettere in vendita ed ho affrontato l’altro buco nero: le immagini delle opere comprese le ambientazioni (ad oggi ho editato quasi 400 immagini e non bastano).

Mi sono fissata che volevo finire una grossa parte del lavoro entro il primo di luglio e così ho dedicato la seconda metà di giugno solo a questo, tralasciando qualsiasi altra cosa non fosse vitale come dormire (e neanche troppo), mangiare e lavarmi.

È proprio vero: se non riesci a stabilire le priorità è perché non sono realmente priorità (l’ho letta di recente da qualche parte, non mi ricordo dove, ma non l’avevo capita fino in fondo). Non ho avuto dubbi su quale fosse il mio unico obiettivo per quel determinato periodo di tempo.

L’unico problema è che ho iniziato a stare malissimo, tutta la parte destra del corpo era infiammata: da subito ho pensato al mouse che non è poi così ergonomico (evidentemente), ma poi ha iniziato a bruciarmi anche metà schiena, metà faccia ed anche la gamba destra. Secondo la metamedicina la parte destra è legata al lato razionale: improvvisamente sono passata dal disegnare e scrivere quasi quotidianamente al lavorare solo sull’e-commerce.

Un pomeriggio in relax sul divano (stare davanti al pc non produceva assolutamente niente) mi ha illuminato: non era tanto il cosa stessi facendo, ma come lo stavo facendo.

Sempre in silenzio, da sola, davanti al pc, ossessionata dal raggiungere il mio obiettivo.

L’ossessione, come tutte le cose, può essere una buona alleata se illuminata, altrimenti ti fa perdere di vista tutto il contorno ed anche te stessə.

Il giorno dopo ho cominciato a lavorare con la musica, come quando da ragazzina facevo i compiti cantando.

Ora ci sono diversi studi che dimostrano come la musica aiuti la concentrazione, all’epoca mi ricordo solo i miei genitori che ogni due per tre mi chiedevano “ma come fai a studiare se canti”. Andavo bene a scuola quindi era un non-problema.

Mi sono ritrovata ad ascoltare Ligabue dopo averlo lasciato 10 anni fa, a riascoltare le canzoni vecchie, quelle della mia adolescenza: cantavo, piangevo, editavo foto, più o meno in questo ordine.

Creare questo e-commerce è un viaggio, ogni esperienza nella vita lo diventa se lo permettiamo a noi stessə: sono tornata indietro di un sacco di anni, alla prima grande mostra che ho realizzato in autogestione, riunendo artisti semi sconosciuti. Ho rivisto tutto il progetto, le foto, la comunicazione. Sono tornata a quel punto lì con 10 anni in più di esperienza e non sono mancate le domande: e se avessi fatto? E se avessi detto?

Che mi (ci) piaccia o no, siamo dove siamo per la strada che abbiamo percorso, è una delle poche cose certe che ci è dato sapere: a cambiare anche solo un fattore, uno qualsiasi, chissà dove saremo.

Staccare aiuta a vedere tutto nella giusta prospettiva, errori (o quelli che pensiamo tali) compresi.

Mi aspetta ancora un sacco di lavoro, ma oggi non riesco a mettermi date ed obiettivi. oggi sto nel flusso e adesso attacco la musica.

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