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Necessario ricordarmi

Stamattina sono arrivata un po’ prima e, per fortuna, la biblioteca era già aperta. Ho cercato di arrivare presto per prendere il mio posticino preferito e non schiodarmi più, sono una persona fin troppo abitudinaria.

Solo nello scriverlo mi sento una contraddizione vivente, da un lato ricerco il cambiamento e il miglioramento continuo, dall’altro ho le mie fisse, sempre uguali, da anni. Abbiamo tuttз le nostre incoerenze, credo faccia parte dell’animo umano, mi sfugge il perché non lo accettiamo.

I social in questo sono la massima espressione di questa negazione: non puoi fare un errore (anche banale), mostrare la più piccola parvenza di incoerenza che viene additatə nei peggio modi. Alla fine si ricerca una perfezione che si sa non esistere, apparendo sempre un po’ falsə, ma lo scopo non è più mettersi in discussione, condividere, confrontarsi, ma apparire.

Non critico chi è vittima di questo sistema, conosco diverse persone che non possono fare a meno di vivere in questo modo, io stessa per quanto cerchi di tirarmene fuori ciclicamente patisco il fatto che se non sei sui social non esisti. Sembra banale e scontato detto così, ma è proprio responsabilità che noi stessз abbiamo costruito. Ma il sistema si cambia realmente dall’interno?

In una delle ultime newsletter di thePeriod, Corinna de Cesare scrive

Come diceva Audre Laurde “gli strumenti del padrone non smantelleranno mai la casa del padrone” e pensare di cambiare le cose da dentro il sistema, è stata la più grande illusione della mia vita.

Non solo della sua. Io non ho risposte, ma negli ultimi mesi mi sono interrogata sul mio modo di essere e di lavorare, su quanto avesse senso usare gli strumenti del marketing che tanto disprezzo per arrivare alle persone, mi sono chiesta che tipo di persone potrei attrarre percorrendo strade che non mi rappresentano. E alla fine, che non è affatto una fine ma l’inizio di un nuovo cammino, mi sono resa conto che mi stavo facendo le domande sbagliate, ancora una volta pensavo all’operatività e non alla motivazione, mi concentravo sugli effetti e non sulle cause.

Oggi sono in biblioteca e sono triste, sono stati giorni felici e complicati, ho trasformato molto del mio modo di essere e di vivere, e allo stesso tempo mi sento lontana da qualsiasi mio obiettivo. Stamattina mi dico anche che, se veramente voglio mettere al servizio di altre persone la mia esperienza, io devo fare esperienza, devo capire come si passa per certe strade, e non per sentito dire, non per cose studiate sui libri, ma perché ci sono passata. Questo pensiero (che forse è solo un espediente) mi ha donato la forza di stare esattamente nel mio momento presente, senza scappare da questo dolore, senza avere paura dei miei sentimenti.

Non potrò di certo fare tutte le esperienze del mondo, ma posso vivere le mie appieno per essere pronta sostenere chiunque busserà alla mia porta.

Mi sto risvegliando dal torpore invernale ed anche questo è un aspetto da accettare, non solo voglio organizzare meglio le mie giornate, ma anche i mesi e gli anni. Se da un lato non ho idea di dove sarò domani, dall’altro posso comunque prepararmi, esattamente come gli animali che vanno in letargo ad affrontare i mesi freddi in modalità risparmio, anche per raccogliere le idee, raccogliere quello che ho seminato durante l’anno e ripartire. Non ci si può fermare, o meglio si può ma non è un modo di vivere che concepisco (non escludo di sbagliare ragionamento), credo piuttosto che si possa fare al meglio con quello che si ha e si è.

Come sempre non ho idea se questi appunti abbiamo un senso ed ogni volta che pubblico sento le mille voci di esperte ed esperti un blog non è un diario personale: il mio sì, il mio ha esattamente lo scopo di rompere queste meccanismi, tutto il mio lavoro ha questo scopo, è necessario ricordarmi che potrei non vederne mai gli effetti ma questo non rende meno valido ciò che faccio. È necessario che me lo ricordi più spesso.

Mi metto al lavoro su un po’ di testi da cambiare, ieri sera ho preso una marea di appunti sul cellulare che ora la mia mente fresca e riposata dovrebbe ordinare. Il condizionale non è a caso.

2 commenti su “Necessario ricordarmi”

  1. Credo che il fascino della tua scrittura consista proprio nel flusso dei tuoi pensieri rappresentati con sincerità. La perfezione non è così interessante come le contraddizioni, la ricerca, le incertezze, gli alti e i bassi, le rinascite che racconti e nelle quali ognuno di noi può riconoscersi. Il tuo successo a mio parere lo hai già in tasca .. è il tuo modo di scrivere.

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