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Lezione di un cane sulla felicità

Fiumaretta, domenica mattina, più gente del solito. In realtà non vengo spesso di domenica, non sono abituata a tutte queste persone. Questa mattina il tempo è meraviglioso, sole, un filo d’aria e si sta propro bene.

Sono uscita tardi, sono arrivata e appena arrivata mi sono incantata a guardare un cane felice di nuotare. Ora sono qui in fissa con un altro cane che ha trovato una bottiglietta di plastica, sta giocando ed è il cane più felice del mondo (sorvolo sulla plastica in spiaggia).

Questa bottiglietta è il suo tesoro: la lancia e la va a riprendere. Corre anche ad un velocità pazzesca.

Mi piace guardare i cani giocare, me li immagino stanchi e felici una volta arrivati a casa a dormire nelle loro cucce. Mi piacerebbe avere un cane, non l’ho mai avuto e probabilmente non ho un’idea concreta di quale impegno sia.

È stato bello andare a Genova, non mi manca, anche se quando sono ripartita un pochino di nostalgia è arrivata puntuale. Non credo sia per la città in sé, più per le persone, anche se si contano sulle dita di una mano (a parte la famiglia) mi manca frequentarle nella quotidianità.

Dopo la trasferta a Genova ci ho messo un po’ a riprendermi, stamattina mi sono praticamente obbligata a salire in sella ed ho fatto bene. Perdermi a fissare i cani giocare mi ha ricordato che la felicità è proprio sotto i nostri piedi e troppo spesso ce lo dimentichiamo.

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