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Lavorare in biblioteca

Finalmente in biblioteca, nel silenzio riprendo il filo.

Ho cominciato la settimana scorsa ed è stata una piacevole scoperta. Non ho mai frequentato le biblioteche, quando studiavo all’università lo facevo in solitaria da casa, mi domando se le cose sarebbero andate diversamente se avessi trovato un mio angolo fuori dalle solite quattro mura. Non mi piaceva usare le aule studio dell’università, erano più che altro aule rimorchio e non sono mai stata tipa da compagnia.

Qui vengo prestissimo, un po’ perché rendo molto di più se parto presto al mattino, ma anche perché voglio occupare il mio angolino e non muovermi più, in religiosa solitudine.

Mi piace osservare le persone, la gioventù, chi viene per studiare chi per farsi vedere, chi per rimorchiare (questa è una costante), alcune persone per lavorare. Traggo ispirazione, invento vite, aiuta la mia creatività e il mio desiderio di scrivere.

Per l’appunto, non ho più scritto mezza riga, come detto su Substack un paio di settimane fa, uscire dal torpore non è semplicissimo, ma sono stata anche parecchio presa tra visite varie e attività buddista. Se vengo qua voglio starci almeno quattro/cinque ore senza l’ansia di dovermi interrompere per andare da altre parti.

L’obiettivo di oggi è proprio organizzare le prossime settimane, ma siccome non trovo una quadra che mi soddisfi farò l’ennesimo esperimento: una macro organizzazione quindicinale, e rivedo i dettagli a metà settimana e la domenica. Non è un esperimento nuovo, è il metodo che finora ha funzionato di più, ma come sempre il casino è la costanza.

Mi stanno capitando un sacco di cose di cui, però, non mi sento ancora di scrivere: è ancora tutto in corsa ed ho imparato che a volte è meglio aspettare, per non ricevere una valanga di consigli, non richiesti. Ovviamente ne sono grata, vuol dire che ho persone vicine a me che si preoccupano e mi vogliono bene, ma quando sei fragile rischi poi ti farti sviare: è un errore che ho fatto fin troppe volte e vorrei evitare di ripetermi.

Non mi ricordo assolutamente cos’altro volevo scrivere, sono stata interrotta dalla telefonata di mamma. Apro il piano esecutivo e vedo di capire su cosa sono in ritardo e cosa posso tranquillamente cestinare, fatta pulizia rimangono le cose importanti.

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