Questo articolo è del 25/05/2018. Lo lascio online perché è è uno dei tanti tasselli che compongono questo Blog.
Nel rileggermi mi accorgo che, in un flusso spontaneo e naturale, ha anticipato Come aprire una ciclofficina. E negli anni anche quell’articolo ha trovato la sua naturale evoluzione in Marketing POP.
La Ciclista Ignorante è una parte fondante di quel che sono oggi, continuo a fare corsi di ciclomeccanica, ma oggi il mio lavoro è anche altro: mi occupo di comunicazione e marketing con la stessa concretezza che ho imparato in ciclofficina.
Ultimamente si fa un gran parlare del gdpr, di questa normativa europea che ha mandato tuttə nel pallone. Tranquillə, non è l’argomento dell’articolo, ho studiato ma non sarei in grado di fare consulenza. Mi sono limitata ad approfondire la questione in riferimento questo Blog, e non sono neanche sicura di aver capito tutto quello che serve. La situazione è così fumosa che anche affidarsi a qualche professionista non è cosa facile.
Qualche mattina fa mentre andavo al lavoro riflettevo su di me, su quello che sto vivendo, e su come ho affrontato il gdpr appunto, su come sto affrontando tutto.
Le ultime settimane mi sono sembrate “sprecate”, perché non le ho passate a smontare e rimontare biciclette, ma “dietro le quinte” tra libri sul business plan e ricerche di fornitori. Tutto tempo che sembra perso ma che non lo è affatto.
Ho scritto il mio S-Business Plan (grazie ad due libri in particolare: “Chi ha paura del business plan?” di Francesca Marano e “Domani mi metto in proprio” di Marco Geronimi Stoll). Non è un errore di battitura, ho proprio scritto il mio Slow (o Social) Business Plan.
Non immaginare chissà quale prospetto economico, non sarei in grado di scrivere una cosa del genere, non cerco investitori e al momento evito le banche.
Al di là del testo specifico che ho redatto, ci sono alcuni principi generali che ho deciso di fissare anche qui, un piccolo elenco, non tanto per chi vuole diventare ciclomeccanicə, ma più in generale per chi vuole aprire un’attività.
La sintesi di tutta la mia esperienza lavorativa in pochi punti.
- Tutto si impara.
- Creare una rete intorno di persone con cui confrontarsi, personalmente e professionalmente: chiudersi nelle proprie idee non porta nessuna crescita ed il lavoro ne risente.
- Non avere paura di chiedere: chiedere aiuto, chiedere chiarimenti. Chiedere è lecito e rispondere è cortesia: non era così il proverbio?!
- Chiedere (punto 3) per poi seguire sempre il proprio istinto: l’esperienza altrui è importante, ma la strada è personale.
- Scegliere un buon commercialista, che abbia la pazienza di spiegare le cose e che si faccia pagare in proporzione alle cose che fa e non solo per il titolo che possiede.
- Rimanere vigili in prima persona sulla propria situazione contabile e fiscale: non è paranoia del controllo, ma consapevolezza di come funziona la propria impresa (al di là della forma giuridica, sì sei un’azienda con un bilancio da far quadrare).
- Sbagliare fa parte del gioco, per quanto si cerchi di evitarlo l’errore arriverà: così si costruisce la propria esperienza.
- Nessun errore tecnico è irrecuperabile, c’è sempre un modo per rimediare: tutto parte dall’assumersi la responsabilità di fronte a sé stessə e di fronte alle altre persone delle proprie azioni. A volte fa paura l’idea ma farlo è liberatorio e mette automaticamente in moto il processo di recupero (dell’errore).
- Non siete solə, anche se a volte sembra tutto difficile.
- Fermarsi è importante: quando si è nelle sabbie mobili è inutile agitarsi. Allora quando non si sa cosa fare, è importante fermarsi, prendere aria, prendere tempo, liberare la testa, ricaricarsi.
Un po’ di tempo fa mi è stato detto che le persone non vogliono leggere le mie sfighe, ma che cercano soluzioni ai propri problemi e che se voglio che questo spazio funzioni devo “cambiare registro”.
Mi è stato anche consigliato di cambiare nome al Blog1 , di modificarne la struttura perché se da cazzeggio passa a fonte di lavoro, si deve notare lo stacco. Ovviamente farò di testa mia (punto 4).
Non c’è distinzione tra il Blog, quella che sono, il lavoro che farò. Non c’è distinzione, non ci sono muri e compartimenti stagni. Io sono sempre io, e scrivo di tutto, soprattutto di quello che provo, perché ho un unico scopo ed è: incoraggiare chiunque passi di qua.
Incoraggiare a mettersi in gioco, a capire come funziona la propria bici, a fare un viaggio, a leggere un libro. Incoraggiare, senza se e senza ma, senza distinzioni.
Ora è questo che vivo: il cambio di lavoro, l’avvio di un’attività, l’attesa che sia il tempo giusto per ogni cosa. Racconto tutto questo non per megalomania, o per sentirmi dire brava o poverina, ma solo per ricordarci che non siamo solə in certe difficoltà.
Non siamo solə e, anche se non ci conosciamo personalmente, e magari non ci scambieremo mai neanche mezza parola, trovo di estremo conforto quando penso di non farcela, l’idea di essere di ispirazione a qualcunə.
- Il vecchio blog si chiamava La Ciclista Ignorante e il cambio nel tempo è arrivato ma per tutt’altri motivi. ↩︎
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